tradurre un film


trasposizione

Un buon adattamento dei dialoghi ha come punto di partenza una buona traduzione, ma attenti ai tranelli, la traduzione spesso può diventare un ostacolo alla trasposizione ideale da una lingua a un'altra. La trasposizione va al di là della semplice traduzione e restituisce il giusto valore alle battute originali. Bisogna sapersi staccare dalla traduzione per tradurre meglio. Insomma è come dire che più un attore recita bene e meno si vede che recita.

Il verbo “trasporre” deriva da una forma contratta del verbo latino transpònere, composto da “trans” (al di là) e “pònere” (porre) e significava “mettere una cosa in un posto diverso, variare l’ordine”. Nell’ambito della traduzione il termine “trasposizione” assume quindi due significati.

Il primo è quello di riposizionare l’ordine delle parole, infatti, in una lingua straniera non sempre soggetto, verbo e complemento oggetto si trovano in una posizione identica a quella che avrebbero nella nostra, di conseguenza il traduttore ricostruisce la frase secondo la corretta sintassi della lingua italiana.

Il secondo significato riguarda l’aspetto più complesso della trasposizione di un testo o di un dialogo da una lingua a un'altra, cioè quello che concerne le differenti origini culturali, le diverse tradizioni, e, soprattutto, i differenti modi di dire, che creano l’esigenza di “adattare” frasi, espressioni e aforismi cercando di mantenere il medesimo valore anche nella lingua di arrivo. Per esempio, la frase in lingua inglese “I’m happy too” tradotta letteralmente diventa “Io sono felice anche”, ma un traduttore non scriverà mai una cosa del genere, “sposterà” invece l’avverbio “anche” per rispettare la sintassi italiana e quindi scriverà “Anch’io sono felice”.

“It’s raining cats and dogs” è un modo di dire anglosassone che, tradotto letteralmente, significa “sta piovendo cani e gatti”. E’ evidente che nella lingua italiana questa frase non ha alcun significato, di conseguenza il traduttore dovrà cercare un’espressione analoga in grado di trasmettere al fruitore italiano lo stesso concetto dell’originale, usando parole differenti.

Così “It’s raining cats and dogs” diventerà “sta piovendo a catinelle” oppure “sta diluviando”. Quella che viene, in modo generico, denominata “traduzione di un film” in realtà è una autentica trasposizione da una lingua all’altra, che va molto al di là del semplice concetto di traduzione.

Trasformare frasi idiomatiche, proverbi e modi di dire senza avere un corrispettivo in lingua italiana  obbliga il traduttore e/o l’adattatore dei dialoghi a ricorrere alla soluzione più attinente all’originale e, laddove non sia possibile, a inventare un concetto sostitutivo che si adatti alla situazione, senza uscire dall’atmosfera del film.

Un esercizio linguistico complicato che richiede intuito e sensibilità. Ogni adattatore dei dialoghi oltre ad usare vocabolari e dizionari dei sinonimi e dei contrari, dovrebbe collezionare libri che parlino di proverbi, di luoghi comuni, di frasi fatte, non soltanto per comprenderne l’origine, ma soprattutto per ricordarne l’esistenza. Sono centinaia e fanno parte della cultura che ci è stata tramandata dai nostri nonni, questi libri sono un prontuario molto utile.

Abbiamo dedicato un capitolo particolare, in questo sito, ai modi di dire, trovate il link in alto sotto al marchio del Centro D.

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