rarità

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È questo un contenitore di suoni, immagini, curiosità e atmosfere dimenticate. Qualcuno le ricorderà, altri, i più giovani, avranno la sorpresa di scoprirle.
In questo ambiente troverete tante cose interessanti di vario genere, come musiche, sigle, voci di grandi personaggi, schegge di trasmissioni del passato, interviste e chissà cosa ancora.
Da tanti anni amiamo registrare e certi documenti sonori forse li abbiamo conservati soltanto noi. Continueremo a proporne di nuovi settimana dopo settimana, seguiteci.

 Renzo Arbore parla dei Disc Jockey
Renzo Arbore spiega come sia stata impropriamente attribuita a lui la qualifica di primo DJ italiano. Era un assiduo ascoltatre della trasmissione IL DISCOBOLO ideata da Vittorio Zivelli e quella fu la culla dei primi "fantini del disco" che promuovevano le vendite delle ultime novità discografiche.
 Paroliere di canzoni di successo e autore di celebri trasmissioni radiotelevisive
Giorgio Calabrese ospita in una sua trasmissione radiofonica il compositore e direttore d'orchestra Pino Calvi, protagonista di alcune edizioni dello show TV dal titolo SENZA RETE, rigorosamnte in diretta. Siamo nel 1978 e le esibizioni dei cantanti in playback comunciavano ad annoiare il pubbico. Si sentiva il bisogno di uno spettacolo autentico, così nacque SENZA RETE. Ogni puntata era dedicata a un artista diverso, che aveva modo di mettere in evidenza il suo vero talento. Giorgio Calabrese è stato autore di tutte le edizioni di questa apprezzata trasnissione.
 Radio KGFJ Los Angeles, l'atmosfera degli anni '50
I DJ americani, i jingle, le sigle composte senza badare a spese, con grandi arrangiamenti e coristi. Siamo negli anni '50 e questo breve spezzone è tratto dalla serie dicografica CRUISING, un viaggio indimenticabile tra le più famose emittenti radiofoniche americane dagli anni '50 agli anni '70. 
La voce di Alberto Talegalli
Grande divo della Radio, comico indimenticabile, scomparso prematuramemte in un incidente stradale nel 1961 quando la sua carriera stava raggiungendo picchi sempre più elevati. Era molto amato dal pubblico italiano.
 Una trasmissione mai adata in onda
...come molte altre, devo ammettere. Questa non fu accettata, perché costosa, ma altre volte mi hanno chiesto di simulare programmi radiofonici come provini, parlo di Radio Montecarlo, per esempio, nel lontano 1980. Mi divertivo a realizzarli e poi non li mandavo. Non chiedetemi perché.
 L'Uccellino della Radio.
Era un segnale generato da un meccanismo a molla, racchiuso in una scatola di legno a forma di cubo delle dimensioni di 15 centimetri di diametro. Veniva usato come copertura degli intervalli necessari a passare la linea da una sede dell'EIAR all'altra, ad esempio da Radio Torino a Radio Firenze. Viene utilizzato dalla RAI ancora oggi, ma più raramente che in passato, essendo immediate le operazioni di cambio della stazione emittente. Per gli ascoltatori della radio nazionale di tutte le epoche è un suono familiare, rassicurante vincolo con il passato in un'epoca di rapidi cambiamenti. L'Uccellino della Radio è anche il titolo di una canzone di successo lanciata da Silvana Fioresi nel 1940.
 RAI, stacco pubblicitario degli anni '80
Gli spazi pubblicitari alla RAI sono senpre stati racchiusi tra due brevi sigle.
 Stacco RADIO 2 degli anni '90
Gli stacchi di questo genere cambiano con le stagioni e con gli anni e poi vengono dimenticati.

 

 

 

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