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il Doppiaggio - Lista dialoghi

La lista dei dialoghi è il copione scritto dall’adattatore per il doppiaggio. Potremmo paragonarlo a una specie di spartito musicale sul quale, oltre alle battute della giusta lunghezza, dovranno essere inserite delle indicazioni, utili al doppiatore per capire, in breve tempo, ciò che deve fare. Come esempio riporto alcune pagine della lista dialoghi del film “Being There” (Oltre il Giardino) di Hal Ashby del 1979

THOMAS            (fc) Ah!... Salve. / Ci era sembrato di aver sentito… / (dsp) Sono Thomas

                              Franklin

CHANCE               Salve Thomas / sono Chance, il giardiniere

THOMAS               Il giardiniere?

CHANCE               (ride)

THOMAS               Ah... sì... certo, certo (ride)... Ehm... signor Chance, questa è la

                               signorina Ayes

SALLY                   Signor Chance, molto, molto lieta di conoscerla

CHANCE               Sì...

SALLY                   (sorride)...

THOMAS               Noi siamo del Flanklin Genius Bureau / lo studio legale che amministra

                              questa proprietà

CHANCE               Sì, Thomas, io mi rendo conto

THOMAS               Ah! / Ehm... lei sta aspettando qualcuno? / Un appuntamento?

CHANCE               Sì / Louise mi porterà la colazione

THOMAS               (ride)... Ehm... scherzi a parte, signor Chance, le posso chiedere che

                               cosa sta facendo qui?

CHANCE                Io vivo qui

SALLY                    Qui non c'è nessun accenno a un giardiniere / anzi, secondo i nostri

                               registri... nessun uomo ha mai lavorato qui dal millenovecentotrentatre,

                              (sorride)... eccettuato un certo signor Joe... / Saracini... / (fc) un

                               manovale, che fece qualche riparazione a un muro. / Lavorò qui per due

                               giornate e mezza nel millenovecentocinquantadue

CHANCE                Sì, / lo ricordo bene Joe / con i capelli corti / era molto grasso. / (ic-fc) E

                                mi fece vedere delle foto da un libricino buffo

SALLY                    (ic) Delle foto?

CHANCE                Sì / di uomini e donne (ride)...

THOMAS                E da quanto tempo esattamente lei vive qui signor Chance?

CHANCE                Ah, ehm... / ricordo di esserci stato sempre. / Fin da quando ero

                               bambino, ho lavorato in questo giardino

SALLY                    (fc) Allora... è davvero il giardiniere

CHANCE                Le mie rose

THOMAS                Ci occorrerà qualche prova del fatto che ha sempre vissuto qui, signor

                               Chance

CHANCE                Avete me / sono qui

THOMAS                (sorride)

CHANCE                E' qui che Joe riparò il muro

THOMAS                Lei era imparentato con il defunto, signor Chance?

CHANCE                Io no, non credo

SALLY                     (fiato)... / Guarda!

Come avete visto, sul copione compaiono due colonne: su quella di sinistra vengono inseriti i nomi dei vari personaggi e su quella di destra le loro battute. Non sempre i personaggi parlano, a volte i loro interventi consistono in fiati e/o reazioni. La colonna di destra deve essere composta da righe della lunghezza di 50-53 battiture. La normativa che regola il compenso dei doppiatori per i singoli turni, prevede una certa somma a convocazione/turno più un tanto a riga o frazione di riga. E’ molto importante, quindi, attenersi a queste regole sia che il testo venga scritto tutto in maiuscolo, come nell’esempio che ho riportato, sia che venga scritto con caratteri maiuscoli e minuscoli. L’interlinea deve consentire l’inserimento di eventuali correzioni scritte a penna dai doppiatori, su suggerimento del direttore del doppiaggio, durante la fase di registrazione.

Valore delle principali indicazioni utilizzate nell’Adattamento dei Dialoghi
Tali simboli hanno la funzione di ricostruire ciò che avviene sullo schermo, di fare ricordare al doppiatore come sono divise le battute che dovrà recitare e quale posizione assumere rispetto al microfono, se dovrà effettuare dei campi, cioè allontanarsi dal microfono, o dei movimenti di avvicinamento o di allontanamento.

 / = PAUSA   Interruzione netta del flusso di parole. Il segno non ne definisce la durata

 … = CESURA   I tre puntini indicano le cesure, pause brevissime o rallentamenti di ritmo della recitazione all’interno di una battuta. Pèrdono quindi il valore di sospensione che ricoprono nel normale linguaggio scritto. Lo riacquistano solamente a inizio o fine battuta oppure prima di una pausa (es. … / ) se la battuta termina con una frase interrotta. La eventuale sospensione del discorso è parte integrante dell’interpretazione di un attore e la si identifica o la si valuta, come la maggior parte delle volte nel doppiaggio, guardando attentamente quanto avviene sullo schermo

(FC) o (fc) = FUORI CAMPO    Deve precedere la battuta recitata da un personaggio non inquadrato o parzialmente inquadrato se la bocca non è in campo. La stessa indicazione si usa se il personaggio è inquadrato, ma si sente la sua voce come effetto pensiero. Il segno (fc) viene anche inserito nel mezzo di una battuta, per indicare al doppiatore che proprio in quel punto il personaggio va fuori campo

(IC) o (ic) = IN CAMPO    Tutte le battute, per convenzione, sono considerate in campo, tranne quelle con diversa indicazione. L’indicazione (ic) viene usata soltanto per indicare quando il personaggio torna in campo da un (fc)

(FC-IC) o (fc-ic) = DA FUORI CAMPO A IN CAMPO    Si indica genericamente in testa a una battuta che inizia fuori campo e termina in campo. L’indicazione comprende le cesure intermedie ed è valida fino alla pausa successiva

(IC-FC) o (ic-fc) o (ifc) = DA IN CAMPO A FUORI CAMPO    L’esatto contrario di (fc-ic). Si indica genericamente in testa a una battuta che inizia in campo e termina fuori campo. L’indicazione comprende le cesure intermedie ed è valida fino alla pausa successiva

(DSP) o (dsp) o (ds) = DI SPALLE    Si indica quando il personaggio volta le spalle alla cinepresa o è inquadrato  da dietro o di tre quarti. Serve per dare un ulteriore punto di riferimento al doppiatore in una battuta lunga, ripresa da diverse angolazioni o quando, in una scena in interno, l’inquadratura di spalle condiziona anche la distanza del doppiatore dal microfono

(DF) o (df) = DI FRONTE    Si usa soltanto in alternanza o comunque dopo un di spalle, quando l’Adattatore dei Dialoghi ritiene di indicare al doppiatore, per maggior chiarezza, che il personaggio da un punto preciso è inquadrato in controcampo. Può servire nei casi in cui ci siano elementi da evidenziare come appoggiature, versi, fiati ecc. di particolare rilevanza

(ACC) o (acc) = ACCAVALLATO / ACCAVALLAMENTO    Si indica quando l’attacco di una battuta si sovrappone a quella di un altro personaggio, che sta già parlando. Il segno (acc) verrà indicato solo alla battuta che si accavalla

(REAZIONE) o (reazione) o (reaz)    Versi sia vocalici sia consonantici derivanti da reazioni a colpi ricevuti, sforzi, spaventi, stupore ecc. privi di parole

(FIATO) o (fiato) o (ft)    Si indicano genericamente in questo modo tutti i respiri, i sospiri, le sbuffate, gli sbadigli ecc. che riguardano la sola emissione o immissione di fiato, senza parole. Si possono anche indicare in maniera più specifica con

- (naso) fiato o sospiro fatto con il naso in immissione o emissione. Se prolungato si    indica con (naso)…
- (sospira) o (sosp) sospiro dalla bocca. Se prolungato si indica con (sospira)… o (sosp)…
- (sbuffa)
- (sbadiglia)

(VERSO) o (verso)    Questa è la segnalazione più generica che ci sia. Indica ogni tipo di verso fatto con la bocca difficilmente identificabile, a volte impossibile da scrivere, di origine vocalica o consonantica. Basti pensare a suoni prolungati della “eu” o della “u” francesi indicanti stupore, suoni gutturali di varia natura, che non hanno un corrispettivo grafico nella lingua italiana. Come sempre nel doppiaggio un attento ascolto della colonna originale elimina l’esigenza di una spiegazione spesso incompleta o prolissa. Si può anche indicare in maniera più specifica con

- (tossisce)
- (gola) il verso tipico dello schiarirsi la voce
- (starnutisce)
- (annusa)

(ATTACCO MUTO) O (MUTO) (vedi esempio)   Quando il personaggio comincia a muovere le labbra prima di iniziare la battuta per un fatto interpretativo o perché in originale è stato montato l’audio di un altro ciak, non c’è corrispettivo sonoro in cuffia. In originale queste cose si notano meno, ma nell’edizione italiana sembrano degli errori. L’adattatore copre tutti i movimenti labiali allungando la battuta per compensare le boccate a vuoto e segnala l’anomalia al doppiatore per avvertirlo di anticipare l’attacco. La stessa segnalazione vale per piccole frasi completamente mute con il solo movimento labiale.

Stesura della lista dialoghi
L’Adattamento dei Dialoghi è un esercizio linguistico non indifferente. Oltre alle difficoltà insite nella traduzione, i tempi delle battute originali che bisogna rispettare vincolano e rendono ancora più complicate le scelte del traduttore. Per conservare intatto il significato delle battute e combinarne la lunghezza ci sono artifici che ci aiutano. La battuta “Posso aiutarti?” risulta più corta di “Ti posso aiutare?” di identico significato e valore. Apparentemente non sembra, ma nell’universo dei fotogrammi la differenza è sostanziale. I fotogrammi sono 24 al secondo nel cinema e 25 nella televisione, quindi un fotogramma è una scansione temporale praticamente invisibile quando ci si avvicina a questo mestiere. Un occhio non abituato non nota 4 fotogrammi di fuori sincrono, mentre per gli addetti ai lavori sono un’eternità. Per un adattatore dei dialoghi è fondamentale acquisire questa sensibilità al fotogramma, altrimenti non potrà giudicare se una battuta da lui scritta andrà bene o no dal punto di vista della lunghezza e del ritmo. Come si arriva a percepire questa infinitesima scala di valori? Con la pratica. Seguendo un adattatore professionista nel suo lavoro, andando a assistere a dei turni di doppiaggio, osservando il lavoro dei sincronizzatori in post-produzione, a doppiaggio ultimato. Sembra un gioco di parole, ma a forza di guardare si comincia a vedere. In questo caso la pratica è essenziale.