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Cinema - Stelle del Cinema

Paul Newman

Attore e regista di grande talento artistico, è nato in un elegante sobborgo vicino a Cleveland. Suo padre proviene da una famiglia ebraico tedesca, sua madre invece da una famiglia ungherese cattolica. Nel 1943 il giovane Paul, che ha già cominciato a recitare in alcune compagnie teatrali dell'Illinois e del Wisconsin, decide di arruolarsi in Marina, ma a causa del suo daltonismo deve accontentarsi di un ruolo amministrativo. Nel 1949, finita la guerra, si laurea in Scienze. Nel 1951 si iscrive alla "Yale School of Drama", una scuola di recitazione che frequenterà solo per un anno prima di tentare la fortuna come attore a New York. Qui ottiene ruoli interessanti sia in televisione che in teatro, dove conosce quella che diventerà la sua seconda moglie, l'attrice Joanne Woodward. Frequenta l' "Actor Studio". Mentre interpreta la versione teatrale del film "Picnic", viene notato da esponenti della Warner Bros che decidono di lanciarlo nel mondo del cinema. Riscuote il suo primo successo cinematografico interpretando il pugile Rocky Graziano nel film "Lassù qualcuno mi ama" (1956) di Robert Wise. Le donne stravedono per lui, soprattutto per i suoi bellissimi occhi, ma dietro alla bellezza c'è anche una bravura e una sensibilità rare, che insieme alla sua naturale autoironia danno vita a personaggi autentici, nei quali si riconosce la gente comune. Due anni dopo è protagonista con Litz Taylor de “La gatta sul tetto che scotta”. Dopo questo film di grande successo arrivano altre scritture importanti per film che verranno ricordati per sempre: I segreti di Filadelfia, Exodus, Lo spaccone, Il sipario strappato e Butch Cassidy, con Robert Redford.
Paul Newman e Robert Redford formano una coppia affiatatissima e vincente, sono gli attori più amati dalle donne di tutto il mondo in quel periodo. Riscuoteranno un enorme successo e verranno confermati nel 1973 ne “La stangata” un film ambientato nell’America degli anni ’30 pieno di colpi di scena, che vinse ben 7 Oscar. La regia era di George Roy Hill. Famoso il Light motif del film, Ther Entertainer composto da Scott Joplin agli inizi del ‘900 eseguito per la colonna sonora del film da Marvin Hamlisch. Nel 1978 Paul Newman viene consacrato da "Newsweek" come la star più pagata di Hollywood (3 milioni di dollari a film). Dopo sette nomination, nel 1986 vince un Oscar alla carriera "per le sue molte e memorabili interpretazioni sullo schermo, per la sua integrità personale e per la sua dedizione all'arte". L'anno successivo viene premiato con l'Oscar come miglior attore protagonista per la sua interpretazione nel film di Martin Scorsese, "Il colore dei Soldi"  in cui divide la scena con il giovane e promettente Tom Cruise. Il suo doppiatore è quasi sempre stato Giuseppe Rinaldi, uno dei più grandi di tutti i tempi.
Un’altra candidatura all’Oscar Paul Nemman l’ha ottenuta come miglior attore non protagonista per il film "Era mio padre" con Tom Hanks. In qualità di regista ha diretto 6 film “La prima volta di Jennifer” “Sfida senza paura” “Gli effetti dei raggi gamma sui fiori di Matilda” “Prima dell'ombra” “ Harry & Son” e “Lo zoo di vetro”. Lontano dal set ama le auto da corsa, ha partecipato a numerose gare sia come pilota che come co-proprietario del team Newman-Haas dimostrando grande talento anche in quest campo.  Esordì nel 1972 nelle gare della Sport Car Club of America. Arrivò secondo nella 24 ore di Lemans  del 79 e vinse la 24 ore di Daytona nel 1995. Si è impegnato in diverse campagne umanitarie, ha creato una catena alimentare no profit, la “Newman's Own” e dei centri ricreativi per ragazzi affetti da tumori e gravi malattie del sangue. Tutte queste attività gli hanno fatto vincere un particolare Oscar per i suoi eccezionali contributi a cause umanitarie. Paul Newman si è spento nel 2008 all’età di 83 anni nella sua casa di Westport nel Connecticut circondato dalla sua famiglia.

 

Anne Bancroft

Anna Maria Italiano, in arte Anne Bancroft, è nata nel Bronx nel ’31 da genitori italo-americani: il padre Michael era sarto e la madre, Mildred Di Napoli, centralinista. Anne, come veniva chiamata in famiglia, era la più estroversa di tre figlie e la madre intuì che avrebbe avuto un futuro nel mondo dello spettacolo, perciò dopo il liceo la mandò a studiare all’Accademia di Arte Drammatica di Manhattan. Il suo primo nome d’arte le fu suggerito dalla sorella maggiore: Anne Marno, che non suonava dichiaratamente italiano, ma nemmeno anglosassone. Tuttavia per il suo innegabile aspetto mediterraneo all’inizio della carriera le furono affidati ruoli etnici sia in televisione sia al cinema: ragazze ebree, slave o latine. Anche la sua prima audizione cinematografica per la 20 Century Fox era quella dell’italiana ne “La ragazza della via Flaminia”. Il provino andò benissimo e Darryl Zanuck, capo della Fox, prima di farle firmare un contratto, le sottopose una lista di nomi anglosassoni per sostituire quel Marno che suonava ancora troppo italiano. E così nacque Anne Bancroft che, per il suo stile e per l’intensità della sua recitazione fu subito paragonata ad Anna Magnani. La carriera cinematografica di Anne Bancroft fu lunghissima. Nei primi anni ’50 però, nonostante il nome d’arte, interpretò parti da italiana in film di gangster e in un film storico “I gladiatori” del 1954. Lei stessa confessò “non sono particolarmente orgogliosa dei film che ho fatto in quel periodo”. Un po’ delusa dal cinema riprese l’attività teatrale. Nel ’58 a fianco di Henry Fonda interpretò la commedia “Due sull’altalena”. Ancora una volta era il ruolo di una ragazza ebrea, ma la parte le consentì di dimostrare tutto il suo grande talento. Qualche anno dopo ebbe un clamoroso successo con il film “Anna dei miracoli”. Vinse l’Oscar come migliore attrice protagonista. Da quel momento non le affidarono più ruoli etnici e la sua carriera andò incontro a grandi successi. Forse il più clamoroso fu il film “Il laureato” (The Graduate) di Mike Nichols del 1967 con le musiche di Simon e Garfunkel. A fianco del giovane Dustin Hoffman, Anne Bancroft interpreta la parte della signora Robinson, una donna spregiudicata dell’alta borghesia americana che per sfuggire alla noia diventa l’amante di Benjamin il neo laureato figlio del socio in affari di suo marito. Nell’edizione italiana la Bancroft fu doppiata da Anna Miserocchi. L’accostamento era perfetto la voce si incollava alla perfezione e c’era anche una vaga somiglianza tra le due attrici. Nonostante il successo ottenuto con un cognome anglosassone, Anne Bancroft fu sempre orgogliosa delle sue origini italiane. Erano famose le sue lasagne e le melanzane alla parmigiana che cucinava spesso per gli amici e quando sposò Mel Brooks festeggiò con una spaghettata finale. Marcello Mastroianni la conobbe un giorno negli Stati Uniti, lei non era ancora all’apice del successo, e rimase estasiato dalla sua bellezza e dalla sua personalità. La incontrò in un salotto, vide questa bellissima bruna seduta in terra, circondata da giovani allievi dell’Actors’ Studio, tutti lì ad ascoltarla. Allora per conoscerla si servì di alcune battute che diceva a Anita Ekberg nel film “La dolce vita”:
- Ma chi sei tu? Sei mia madre, mia sorella, la terra, la luna? Chi sei?
E lei gli rispose:
- Ma chi sei tu!
- Ma come, parli italiano?
- Sì, non solo parlo italiano, mi chiamo Italiano - rispose Anne Bancroft

 

Fernandel

Fernand Joseph Désiré Contandin nacque a Marsiglia l’8 maggio 1903. I suoi genitori erano di Perosa Argentina, un piccolo paese in Piemonte, vicino alla stazione sciistica di Sestrière. Il giovane Fernand iniziò a lavorare all’età di 12 anni per aiutare la sua famiglia. Il suo spiccato senso artistico lo spinse a calcare le scene come cantante e caratterista nei caffè concerto. Si mise subito in evidenza per la sua grande bravura. Nel 1925 sposò Henriette Manse dalla quale ebbe tre figli, Josette, Janine e Franck. Il giorno del suo matrimonio, la suaocera vedendolo comparire davanti alla chiesa esclamò: “Voilà, le Fernand d’elle!”  Tradotto “Eccolo, il Fernad di lei” intendendo sua figlia. Durante il pranzo di nozze molti invitati lo salutarono proprio con questo appellativo che avevano appena sentito “Fernandelle, Fernandelle…”  Lui capì che poteva essere il nome d’arte ideale, perché si era immediatamente diffuso tra gli invitati e Fernandel fu, per tutta la sua carriera artistica. Sei anni più tardi fece il suo debutto al cinema nel film “Le Blanc et le noir”. Nello stesso anno Jean Renoir gli affidò un ruolo importante in “On purge bébé” tratto da una pièce teatrale molto divertente di Georges Feydeau. Nel 1931 fu protagonista nel film di Bernard Deschamps “Le Rosier de Madame Husson” in cui interpretò un ruolo che nella sua carriera gli avrebbero offerto altre volte, cioè quello di un giovanotto ingenuo, che nel caso specifico di questo film, perdeva la verginità in una casa di piacere. Giunse il successo, che continuò per tutti gli anni trenta, periodo in cui Fernandel proseguì la carriera di cantante comparendo in numerose commedie musicali, che spesso furono poi trasposte sul grande schermo. Nel 1951 grazie al regista Julien Duvivier e al primo film della serie Don Camillo, personaggio nato dalla penna di Giovanni Guareschi, Fernandel vestì il ruolo di un sacerdote italiano di provincia, irascibile e sempre in lotta con il sindaco comunista, Peppone, interpretato da Gino Cervi. Dal 1951 al 1965 Fernandel ricoprì il ruolo di Don Camillo nei complessivi 5 film della serie: Don Camillo (1952) Il ritorno di Don Camillo (1953) Don Camillo e l'Onorevole Peppone (1955) Don Camillo monsignore... ma non troppo (1961) e Il compagno Don Camillo, 1965. Guareschi, Fernandel e Gino Cervi, fin dall'inizio della Saga di Don Camillo, divennero ottimi amici, tanto che i due attori sono stati padrini di battesimo di Giovanna, una nipote dello scrittore. Nel frattempo Fernandel interpretò molti altri film, girati in Italia e negli Stati Uniti. Essendo un attore molto eclettico negli anni cinquanta e sessanta si trovò ad alternare ruoli comici e drammatici con assoluta disinvoltura. Tra i film più famosi di quell’epoca ricordiamo “Era di venerdì 17” del 1956, un rifacimento del film “Quattro passi fra le nuvole” del ‘42 nel quale Fernandel ha interpretato il ruolo che fu di Gino Cervi. “La legge è legge” del 1957 a fianco di Totò, “La vacca e il prigioniero” del 1959. Il suo primo film a Hollywood risale al 1956 “Il giro del mondo in ottanta giorni” con David Niven, nel quale interpretava un conduttore di carrozza. Il successo ottenuto in quel film lo portò a girare una nuova commedia nel 1958 “Paris Holiday” con Bob Hope e Anita Ekberg. Verso la fine della carriera, Fernandel cominciò a fare il regista cinematografico e creò la casa di produzione “GaFer Film” in società con un altro attore francese famosissimo: Jean Gabin.
Nel 1971, quando la lavorazione del sesto episodio della saga di Don Camillo era già a buon punto ("Don Camillo e i giovani d'oggi", per la regia di Christian Jaque) l'attore si ammalò gravemente e dovette abbandonare il progetto, lasciando il set. Morì qualche mese dopo. Gino Cervi non volle continuare le avventure di Don Camillo per il rispetto e la stima che provava nei confronti del fraterno amico e compagno di lavoro. Il film venne realizzato nel 1972, con Gastone Moschin nel ruolo di Don Camillo e Lionel Stander in quello di Peppone. Inutile dire che non ebbe grande successo, nonostante la bravura degli interpreti. Fernandel è ancora oggi ritenuto uno dei più grandi attori francesi di tutti i tempi ed è conosciuto anche dal pubblico dei più giovani, grazie alle innumerevoli repliche dei suoi film nei vari canali televisivi. I suoi doppiatori italiani sono stati Lauro Gazzolo, Ignazio Colnaghi, Carlo Romano, che gli diede la voce soprattutto nei film della serie Don Camillo, Stefano Sibaldi e Carlo Dapporto, che lo doppiò nel film La legge è legge del 1958.

 

Bob Hope e Bing Crosby

Bob Hope e Bing Crosby hanno formato una splendida coppia nel cinema umoristico americano. Si ispiravano, per gusto e per affinità, all’epoca del muto ereditandone il piacere per l’avventura scriteriata e il ribaltamento delle convenzioni. Guardavano in macchina e interagivano con il pubblico con esilaranti “a parte”. I loro film sono una miscellanea di gag, numeri di varietà, canzoni di successo, cantate da Bing Crosby (non dimentichiamolo considerato se non il più grande uno dei più grandi cantanti di tutti  tempi) e da parodie di famosissimi film. Hanno inventato una formula che è diventata un classico con l’avvento di altre coppie celebri del cinema come, per citarne una,  Jarry Lewis e Dean Martin. L’incontro tra Bob Hope e Bing Crosby risale al 1940, quando il grande cantante partecipa come ospite a una trasmissione radiofonica famosissima condotta dal comico “Capitol family hour”. La coppia funziona benissimo in modo assolutamente spontaneo. Crosby di carattere è tranquillo e ha un modo di fare cordiale e affabile, mentre Hope è stravagante e esplosivo. Ben presto il cinema accorre a raccogliere il successo radiofonico e la Paramount li mette sotto contratto. La importante casa di produzione aveva pensato a George Burns e Gracie Allen come coppia protagonista per il  film Road to Mandalay, titolo che in seguito divenne Road to Singapore. La coppia, però,  era già impegnata in altre produzioni si pensò allora a Fred McMurray e Jack Oakie, ma anche questi diedero forfait. Fu la volta di Bob Hope e Bing Crosby e, come spesso succede non solo nella storia del cinema, ma nella vita, quella che viene considerata una scelta di ripiego diventa la formula vincente. Per puro caso nasce una serie di film di successo che ha per titolo Road to. Dal 1940 al 1952 girano Road to Singapore, Zanzibar, Marocco, Utopia, Rio e Bali. In italiano i titoli sono tradotti in  La danzatrice di Singapore 1940, Avventura a Zanzibar 1941, Avventura in Marocco 1942, I cercatori d’oro 1945, Avventura in Brasile 1947 e La principessa di Bali 1952. Dieci anni dopo, nel 1962, verrà prodotto un revival della serie Road to, il settimo film, dal titolo Road to Hong Kong, in italiano Astronauti per forza. Con la celebre coppia lavora anche Doroty Lamour, attrice piena di fascino e di ironia. 

 

Brad Pitt

Nato a  Shawnee, Oklahoma, il 18 dicembre 1963, da bambino va a vivere con la famiglia a Springfield, nel Missouri. Gli mancano due esami alla laurea in giornalismo e grafica pubblicitaria quando si trasferisce ad Hollywood per tentare la strada del cinema. Comincia a fare l’inevitabile gavetta attendendo l’occasione buona. Nel frattempo fa tutti i lavori che gli capitano come l’autista di limousine, lo spogliarellista, la mascotte di una catena di ristoranti, travestito da pollo.  Nel 1991 l’attore William Baldwin per interpretare il film Fuoco assassino di Ron Howard, rinuncia a una parte nel film Thelma e Louise (Ridley Scott, 1991) e lascia il posto a Brad Pitt. Il biondo, sconosciuto attore dimostra subito di avere talento e uno straordinario sex-appeal. L’anno dopo viene scelto da Robert Redford per interpretare una parte importante nel film “In mezzo scorre il fiume” di cui Redford è regista. Diventa presto un idolo delle donne anche quando si misura con attori di grande fascino come Tom Cruise e Antonio Banderas nel film Intervista col vampiro (Neil Jordan, 1994). Appassionato di Jimi Hendrix e di Bob Marley, nella sua villa sulle colline di Hollywood ha alcune chitarre elettriche appartenute a questi due grandi musicisti, ha la passione per i camaleonti che alleva in casa sua ed è un grande collezionista di mobili in stile liberty. Nel 2000 si sposa con l’attrice Jennifer Aniston, ma nel 2005 divorzia per Angelina Jolie conosciuta sul set di Mr e Mrs Smith. Questa unione da vita a una grande famiglia composta dai tanti bambini adottati in tutto il mondo, dalla loro figlia naturale Shiloh, nata nel 2006 in Namibia e da due gemellini nati nell'estate del 2008. Brad Pitt ha vinto la Coppa Volpi al Festival di Venezia. Nel 2009 è arrivata anche la nomination agli Oscar per la sua istrionica interpretazione nel film di David Fincher Il Curioso caso di Benjamin Button. Nel 1999 ne aveva già ricevuta una, ma come attore non protagonista, per il film L'esercito delle dodici scimmie di Terry Gilliam.

 

Robert De Niro

Robert Mario De Niro junior nasce a New York, il 17 agosto del 1943. Debutta, a 22 anni, colgrande regista Marcel Carné in “Tre camere a Manhattan”. Poi è protagonista per Brian De Palma, che nel giro di quattro anni, firma tre commedie al suo esordio. Con “Mean Streets – Domenica in chiesa, lunedì all'inferno” di Scorsese, nel 1973 conosce Harvey Keitel, suo grande amico. L’anno dopo, Francis Ford Coppola lo sceglie per “Il padrino – Parte II” e, a soli 29 anni, impugna l’Oscar come miglior attore non protagonista. Nel 1976, De Niro è in Italia sul set di “Novecento” di Bernardo Bertolucci. Ottiene la nomination all’Oscar come miglior attore protagonista per il film "Taxi Driver". Dopo “Gli ultimi fuochi” dopo di Elia Kazan e “New York New York” è il momento de “Il cacciatore” di Michael Cimino, altra candidatura all’Oscar come miglior attore protagonista. Per vestire i panni del pugile Jake La Motta in "Toro Scatenato" De Niro incrocia i guantoni con veri pugili e fa una dieta per ingrassare di trenta chili. Vince l’Oscar e il Golden Globe come miglior attore protagonista. Sergio Leone lo sceglie per “C'era una volta in America” nel 1984. Brian De Palma gli affida la parte di Al Capone ne “Gli intoccabili”. Nel 1990 dopo “Risvegli” di Penny Marshall, interpreta “Quei bravi ragazzi” di Martin Scorsese. Nel 1993 è Leone d’Oro alla Carriera al Festival di Venezia. Firma la regia di “Bronx” (1993) e gira anche altri film di di successo, come: “Frankenstein”, “Heat (La sfida)”, “Casinò”, “The Fan (Il mito)”, “Sleepers”, “Paradiso Perduto”, “Sesso & potere”, “Flawless (Senza difetti)” e il film d’azione “Ronin”. Nel 2006 dirige Matt Damon e Angelina Jolie in "The Good Shepherd (L'ombra del potere)”. Negli ultimi anni interpreta film divertenti che sembrano impegnarlo meno dal punto di vista artistico.

 

Leonrdo Di Caprio

Comincia a recitare giovanissimo in alcune serie televisive come “Genitori in Blue Jeans” spinto dal padre e dalla madre, sostenitori della sua volontà e del suo talento, si diploma alla John Marshall High School di Los Angeles e debutta ufficialmente al cinema nel 1991 con una parte nell’horror b-movie “Critter 3”. Fiero delle sue origini italiane rifiuta di farsi cambiare il nome e nel 1993 partecipa ai provini per il film “Voglia di ricominciare”, quasi per caso, ma viene notato subito da Robert De Niro, che ne vede le potenzialità. Il film è un successo di critica che esalta l’interpretazione di questo sconosciuto e giovanissimo attore. Dello stesso anno è il bellissimo film “buon compleanno Mr. Grape” film d’essai in cui l’attore interpreta, accanto a Johnny Deep, il ruolo di un ragazzo handicappato. È alla sua terza esperienza ma viene notato e candidato agli Oscar e ai Golden Globe come miglior attore non protagonista. Qui sarà Sharon Stone a volerlo nel cast d’eccezione di “Pronti a morire” con Gene Hackman, Russell Crowe e la stessa Stone. Il film è un flop, ma l’interpretazione di Leonardo DiCaprio entusiasma ancora la critica. Nel 1995 è protagonista di due film d’autore “Ritorno dal nulla” tratto dal romanzo The Basketball Diaries, e “Poeti dall’inferno”. Due ruoli delicati uno quello di tossicodipendente, l’altro quello del giovanissimo poeta omosessuale Arthur Rimbaud: ancora una volta la critica lo esalta. È l’attore simbolo della sua generazione e rifiuta i colossal che cominciano a proporgli o le commedie commerciali. Siamo nel 1996, l’anno della consacrazione anche al grande pubblico con “Romeoe Giulietta” di Baz Luhrmann, delirante e futuristica trasposizione del più famoso dei drammi di Shakespeare. Critica e pubblico sono concordi, e Di Caprio è l’idolo delle teen-ager degli anni novanta. Sempre nel 1996 torna a recitare per Robert DeNiro nel toccante “La stanza di Marvin” accanto a dei mostri sacri come Meryl Streep e Diane Keaton! Ma arriviamo al 1997 e a “Titanic”, per questo film James Cameron arriverà a corteggiare letteralmente l’attore, che inizialmente si rifiuta di far parte di un colossal, ma dopo tre mesi di insistenze accetta. Sarà la sua benedizione e la sua dannazione allo stesso tempo. Dopo “Titanic” nessuno poté più ignorare il suo nome, il film fu il più grande successo di incassi dell’epoca e la fama del suo attore protagonista divenne mania. Il film vince ben 11 statuette nella notte degli Oscar, ma DiCaprio è escluso, e i fan insorgono. Nel frattempo Leonardo è a Parigi a girare “La maschera di ferro” con un cast eccezionale: Gabriel Byrne, John Malkovich, Jeremy Irons, Gerard Depardieu, Anne Parillaud. Saranno i film dell’anno! DiCaprio viene assediato da fan e paparazzi, anche perché diventa la star del film del 1998 di Woody Allen “Celebrity”, anche qui cast d’eccezione: Judy Davis, Melanie Griffith, Charlize Theron, Winona Ryder, Joe Mantegna. Ossessionato dalla fama e dalle continue intrusioni nella sua vita privata si prende un anno sabbatico e va in Africa. I fan attendono, e nel 2000 esce il visionario “The Beach”, ottime critiche per DiCaprio ma la critica non apprezza altrettanto la pellicola. Nel 2002 l’attore torna alla ribalta col sodalizio (che si protrarrà negli anni) con Martin Scorsese nel bellissimo “Gangs of New York” girato interamente a Cinecittà e con uno splendido Daniel Day Lewis di ritorno sulla scena. Il film è un successo, e nello stesso anno DiCaprio interpreta il ruolo di Frank William Abagnale in “Prova a prendermi” accanto a Tom Hanks. È lotta al botteghino fra i due film, vincerà il secondo solo perché più commerciale. Nel 2005 sempre con Scorsese DiCaprio è protagonista di “The Aviator”, altro successo altra nomination, ancora nessun premio. Nel 2006 esce “The departed”, sempre con Martin Scorsese, nel cast anche Matt Damon e Jack Nicolson. Anche qui Leonardo DiCaprio è nominato nella rosa dei contendenti all’Oscar come miglior attore protagonista. Film splendido del 2007 “Blood diamond”, boicottato per il tema trattato. Ora tutti i fan e gli amanti del cinema sono in attesa che l’Academy riconosca finalmente a questo grande attore la statuetta meritata.

 

Errol Flynn

La vita di Errol Flynn è quasi avventurosa quanto i film che ha interpretato. Nasce a Hobart in Australia il 20 giugno del 1909. Studia a Londra e a Parigi poi fa mille mestieri: il contadino, l’insegnante elementare, il poliziotto, il pugile, il pescatore di perle, tenta addirittura di fare il cercatore d’oro prima in Australia e poi il Guinea imbarcandosi come sguattero su una vecchia nave. Con il ricavato di una speculazione edilizia si compra una barca e comincia a viaggiare nei mari del sud. Durante una sosta a Port Moresby incontra per caso il produttore cinematografico Hermann Erben che gli offre una parte nel film “Gli ammutinati del Bounty. Inizia così la sua carriera di attore. Viene scritturato dalla Warner Brothers con un contratto di sette anni. Si trasferisce a Hollywood. Nel 1935 ottiene il primo grande successo con il film “Capitan Blood” a fianco di Olivia de Havilland diretto da Michael Curtiz. Si è sposato quattro volte nella sua vita, l’ultima moglie, Beverly Aadland era una giovane attrice di soli 17 anni. L’intera esistenza di Errol Flyn è stata tempestata da denunce e querele dovute ai suoi rapporti con le donne, che hanno alimentato le cronache rosa e assottigliato il suo patrimonio. All’età di cinquant’anni viene colpito da un infarto, causato dai suoi problemi con l’alcol, muore sull’ambulanza che lo stava portando all’ospedate di Vancouver. Con lui se n’è andato uno dei miti di Hollywood. Alto, agile e atletico ha saputo conquistare il mondo intero con la sua simpatia e con il suo modo di vivere beffardo e spregiudicato.

 

Sharon Stone

Sharon Vonne Stone nasce a Meadville in Pennsylvania, il 10 marzo del 1958. Un’infanzia segnata dalla sua formidabile precocità e intelligenza, un fiore che con gli anni matura e sboccia rivelando un fascino e delle facoltà intellettive fuori dal comune. Nel 1977 è a New York, per guadagnarsi da vivere sulle passerelle. Tre anni più tardi Woody Allen, che ha sicuramente occhio per le donne che non passano inosservate in quanto a fascino e acume, la invita a salire sul suo treno in “Stardust Memories” e, l’anno dopo giunge alla fermata seguente, firmando il contratto per le riprese di “Benedizione mortale”. Partecipa anche ad un episodio della serie televisiva di “Magnum P.I.” Da lì a poco parte per Marte, si fa per dire, ritrovandosi a prendere pare alle riprese di “Atto di Forza”. Ogni attore e ogni attrice ha il suo mentore e Paul Verhoeven è il suo, infatti è grazie a lui se può firmare il contratto che le permette di togliersi i vestiti, e non solo, in “Basic Instinct”. Ed ecco che le si spalancano le porte di Hollywood, per Martin Scorsese nel 1996, è proprio Sharon Stone che impersona la pupa tutta curve, sensualità e malizia in “Casinò”, e fioccano i riconoscimenti e le onorificenze da tutte le parti. Le pallottole e un geniaccio dell’horror come Raimi non la spaventano affatto, anzi non si fa pregare per partecipare a “Pronti a morire”. Con Isabelle Adjani, si fa un bel salto di genere e dalle praterie polverose si passa ad un austero collegio, teatro di violenze e sopraffazioni, dove viene girato un poco convincente “Diabolique”. Tra il 2003 e il 2005 sono molto diversi tra loro i lavori a cui partecipa Sharon, terrorizzandoci con “Oscure presenze a Cold Creek” mentre in “Alpha Dog” ci fa riflettere sulla microcriminalità di Los Angeles e con “Broken Flowers” impreziosisce il suo curriculum con una parte delicata e suadente allo stesso tempo. Negli anni successivi si cimenta nei panni di moglie tediata in “When a Man Falls in the Forest” e recita nel film che cerca di far luce sulla parabola dell’ex-presidente statunitense Richard Nixon “Dirty Tricks”. Non dimentichiamo però che può vantare alcune nomination e vittorie ai Razzie Awards, ottenute da Sharon Stone grazie a infelici interpretazioni in pellicole come Catwoman e Basic Instinct 2.

 

Abbott & Costello (Gianni e Pinotto)

Gianni e Pinotto è il nome italiano del duo comico Abbott and Costello. William Abbott detto Bud e Lou Costello, pseudonimo di Louis Francis Cristallo, italo americano. Questi due comici hanno lavorato molto in radio, in televisione e nel cinema. I loro film più famosi sono parodie dei classici horror hollywoodiani come Frankenstein e la Mummia nelle quali spesso venivano riutilizzate le attrezzature e gli scenari originali, già familiari al pubblico. Gianni e Pinotto sono stati personaggi così popolari che alla fine degli anni ’70 è stato prodotto un serial di cartoni animati dedicato a loro. Debuttano insieme a teatro nel 1936, approdando a Broadway nel 1939 con la commedia The Streets of Paris. Nel 1938 vengono ingaggiati per uno sketch di 10 minuti nella trasmissione The Kate Smith Hour e, visto il successo, nel 1940 esordiscono con un programma tutto loro. Nello stesso anno, scritturati dalla Universal, arrivano al grande schermo con One Night in the Tropics. Il loro secondo film, Gianni e Pinotto reclute (Buck Privates) realizza un incasso da record e li rende tra le star più richieste di Hollywood. Fra il 1940 e il 1956 prendono parte a ben 36 film lavorando quasi sempre con gli stessi registi. Grazie a una clausola del loro contratto, che prevede una percentuale sugli incassi, accumulano straordinari profitti. Approdano alla televisione proponendo una seguitissima sitcom, con episodi di trenta minuti, intitolata The Abbott and Costello Show. I tempi cambiano e dopo anni di successo giunge inevitabile il declino. Dopo aver girato 36 film insieme, nel 1957 le strade di Abbott e Costello si dividono. La speranza di un loro ritorno sulle scene svanisce per la prematura morte di Costello, nel 1959 a causa di un arresto cardiaco. Nel parco di Paterson nel New Jersey gli è stato eretto un monumento. Abbott di conseguenza si ritira quasi completamente dal mondo dello spettacolo, continua per qualche anno a prestare la sua voce ad alcuni cartoni animati. William Abbott muore nel 1974. Per certi aspetti Gianni e Pinotto sono stati molto simili a Stanlio e Ollio. Gianni (Abbott) era il personaggio apparentemente più serio della coppia, sicuro di essere più intelligente dell’amico, ma l’epilogo delle loro strampalate avventure spesso non confermava questa convinzione perché il fato o lo stesso Pinotto creavano imprevisti e colpi di scena. Pinotto cioè Costello, chiamato in americano anche "Chick" cioè "pulcino” rispetto a Gianni è più ingenuo e pasticcione, timido e pauroso, caratteristiche che lo portavano inevitabilmente a coinvolgere il compagno in equivoci e situazioni imbarazzanti. Nelle loro avventure Gianni e Pinotto sono spesso poliziotti o impiegati che cercano di migliorare le loro condizioni di vita. Ad avere le idee è quasi sempre Gianni che coinvolge il povero Pinotto, poi entrambi vengono travolti dagli eventi e dopo una serie di spassose vicissitudini tornano alla vita di sempre. Come abbiamo già accennato i film sono spesso parodie del filone horror come Frankenstein, il Conte Dracula, l'Uomo lupo, Il Dottor Jekyll e mr. Hyde, la Mummia oppure parodie di soggetti di fantascienza, spunti che per parecchi anni hanno divertito il pubblico di tutte le età. L’epilogo delle loro avventure, alla fine, era sempre lo stesso: darsela a gambe il più velocemente possibile. La loro comicità assurda e surreale è paragonabile a quella di molti cartoni animati. Ultimamente è uscita una collana di film di Abbott e Costello in DVD. Sono film divertenti per grandi e piccini, ma soprattutto sono uno spaccato della ingenua comicità di un tempo.

 

Charlize Theron 

Charlize Theron nasce a Benoni, in Sud Africa, il 7 agosto del 1975, è un'attrice e una modella sudafricana. Dopo aver studiato danza e dopo averla abbandonata per un brutto infortunio al ginocchio, all’età di sedici anni decide di affrontare la carriera di modella a Milano. Infatti è qui che gira il celebre spot della Martini in cui il suo vestitino si sfila lentamente lasciando intravedere il suo stupendo fondoschiena. Il suo esordio nel cinema avviene con una porticina in un film horror pressoché sconosciuto Children of the Corn III, del 1995. Nel 1996, ottiene il suo primo ruolo importante nel thriller Due Giorni Senza Respiro, per la regia di John Herfeld al fianco di James Spader. Seguono poi Music Graffiti diretto da Tom Hanks e L' Avvocato del Diavolo al fianco del misterioso Keanu Reeves e del mostro sacro Al Pacino. Il 29 febbraio 2004 arriva per Charlize la consacrazione tanto attesa, ottenendo l'Oscar come migliore attrice protagonista nella film drammatico Monster, per la regia di Patty Jenkins. Charlize, sfigurata e imbruttita dal trucco, ci stupisce vivamente grazie a un’interpretazione intensa e tecnicamente ineccepibile. Sempre nel 2004, la diva è co-protagonista di Geoffrey Rush, nella pluripremiata biografia del grande Peter Sellers, Tu Chiamami Peter, diretto da Stephen Hopkins. Due anni dopo, riceve la sua seconda nomination agli Academy Awards per la toccante sua performance nei panni di Josey Aimes in North Country. Dopo aver smesso le vesti dell’eroina fantascientifica di Aeon Flux, Charlize impersona la furba e affascinante Stella nel remake di The Italian Job al fianco di Donald Sutherland per la regia di Gary Gray. Ricordiamo inoltre la sua partecipazione, nel 2001, nel film di Woody Allen La maledizione dello Scorpione di giada in cui veste i panni di una giovane e seducente mangiatrice di uomini dettando incantevolmente e in maniera irriverente col grande genio newyorkese.

 

Sean Connery

Sir Thomas Sean Connery è nato a Edimburgo il 25 agosto 1930. Suo padre, Joseph Connery, era un camionista di origine irlandese e sua madre, Euphemia McBain, una cameriera scozzese. Il giovane Sean a undici anni prende lezioni di danza, ma cinque anni dopo decide di lasciare gli studi e di arruolarsi nella Marina Militare Britannica. Nel 1950 viene congedato a seguito di un’ulcera gastrica. Per un breve periodo fa svariati mestieri come il bagnino, il muratore, il lavapiatti, il lattaio, la guardia del corpo, il modello e comincia la sua carriera di attore in teatro coprendo piccoli ruoli. Nel 1951 è nel cast del musicall South Pacific in scena a Londra. Viene notato per il suo fisico possente e slanciato (1,89 di altezza) ma soprattutto per il suo fascino e per lo sguardo ammaliante. Due anni dopo partecipa al concorso di Mister Universo in rappresentanza della Scozia e si classifica terzo. È il trampolino di lancio che gli apre le porte della televisione e del cinema e che gli procura una discreta notorietà. Nel 1962 viene scelto per interpretare il ruolo di James Bond, l’agente dei servizi segreti britannici, nome in codice 007, che gli darà una immediata popolarità a livello mondiale. Nei panni del protagonista dei romanzi di Ian Fleming è perfetto sia dal punto di vista fisico, sia dal punto di vista interpretativo. È rimasto l’agente 007 più amato e apprezzato dal pubblico fino ad oggi: intelligente, astuto, freddo, atletico, affascinante tanto da diventare un autentico sex symbol per le donne di tutto il mondo. Per uno strano gioco del destino, qualche tempo prima aveva partecipato ad un concorso indetto dal quotidiano London Express per scegliere il futuro James Bond cinematografico, ma si era piazzato al terzo posto. Interpreta l’agente 007 in cinque film consecutivi, recitando a fianco di donne bellissime come Ursula Andress, Daniela Bianchi, Shirley Eaton, Claudine Auger, Luciana Paluzzi, Karin Door, Akiko Wakabayashi.
Agente 007 - Licenza di uccidere (Dr. No, 1962)
Agente 007 Dalla Russia con amore (From Russia with Love, 1963)
Agente 007 Missione Goldfinger (Goldfinger, 1964)
Agente 007 - Thunderball: Operazione Tuono (Thunderball, 1965)
Agente 007 Si vive solo due volte (You Only Live Twice, 1967)
Al termine di questo film decide di abbandonare il ruolo che gli ha dato grande notorietà, ma ha soffocato nel contempo la sua vita di attore. Viene sotituito dal collega australiano George Lazemby. Tornerà solo una volta a vestire i panni di James Bond nel film Agente 007 – Una cascata di diamanti (Diamonds Are Forever, 1971). La scelta di staccarsi da James Bond, sebbene rischiosa, si rivela ottima. Sean Connery crede nelle sue capacità di attore e ha ragione, perché viene scritturato dai più grandi registi e interpreta film che sono passati alla storia come Marnie di Alfred Hitchcoch (1964) L’Uomo che volle farsi re di John Houston (1975) Il nome della rosa di Jean-Jacques Annaud (1986) Gli intoccabili di Brian De Palma (1987) con il quale vince l’Oscar e il Golden Globe come miglior attore non protagonista. Nel 1999 viene nominato Baronetto dalla Regina Elisabetta II. Nel 2000 produce e interpreta Scoprendo Forrester, regia di Gus Van Sant, che vince numerosi premi, in cui debutta l’attore Rob Brown allora sedicenne. Nel 2003 dopo aver prodotto e interpretato La leggenda degli uomini straordinari, decide di ritirarsi dalle scene. Sean Connery è sempre stato molto orgoglioso delle sue origini scozzesi. Ha sostenuto in più occasioni campagne per una maggiore indipendenza della Scozia e non ha mai amato che si parlasse della sua vita privata. Nel 1962 si è sposato con l’attrice australiana Diane Cilento dalla quale ha avuto un figlio, Jason, anche lui attore. Nel 1973 dopo aver divorziato, si è sposato con la pittrice Micheline Roquebrune.

 

Demi Moore

Demetria Gene Guynes, conosciuta al grande pubblico come Demi Moore, nasce a Roswell nel New Mexico nel 1962. Inizia a studiare recitazione a sedici anni, sotto consiglio della sua amica d’infanzia Nastassja Kinski, alla Fairfax Hight School di Hollywood. La sua carriera di attrice inizia subito dopo la scuola con la serie televisiva General Hospital. Il primo film con il quale comincia a farsi notare è “Una cotta importante” di Jerry Schatzberg nel 1984. Da quel momento Demi inizia una serie di film sempre più rilevanti, fino ad arrivare alla notorietà nel 1990 con Ghost – Fantasma, indimenticabile film di Jerry Zucker con Whoopi Goldberg e Patrick Swayze. Nel 1991, sulla cresta dell’onda, posò per un servizio fotografico per Vanity Fair e sfrutto la pubblicità e il clamore sorto per quelle fotografie per lanciare il film successivo a Ghost, cioè L’ombra del Testimone di Alan Rudolph. Successivamente ebbe una parte rilevante in Codice D’onore di Rob Reiner. Dopo questo film, la sua tipologia di attrice prese una piega ben definita: con film come Striptease e Proposta Indecente divenne icona sexy degli anni ’90. Un altro cambiamento importante nella carriera artistica di Demi Moore, risale al 1997: produce il film Soldato Jane, con la regia di Ridley Scott, film nel quale l’attrice raggiunge il massimo livello sia in forma fisica che a livello recitativo. In seguito decide di seguire con maggior impegno la figura professionale della produttrice, riducendo le sue prestazioni come attrice, non rinunciando però ai set cinematografici di Harry a Pezzi di Woody Allen (1997) e Passion of Mind di Alain Berliner (1999). Continua la sua carriera di produttrice producendo tutta la fortunata trilogia di Austin Powers, tra il 1997 e il 2002. L’ultima apparizione sul grande schermo di Demi risale al 2003 con Charlie’s Angel: più che mai: commedia comico – commerciale con un cast d’eccezione: Cameron Diaz, Drew Barrymore, Lucy Liu; regia di Joseph McGinty Nichel, meglio conosciuto come McG.

 

Kim Basinger

Kimila Ann Basinger nasce ad Athens, USA, l’8 dicembre 1953 all’interno di una famiglia con origini multietniche, le radici di Kim sono infatti tedesche, irlandesi, svedesi e cherokee. Frequenta la scuola di arte drammatica e nel 1980 si sposta a New York per tentare fortuna nel mondo dello spettacolo e, grazie alla sua bellezza, intraprende con successo la carriera di modella. Nel 1981, fa la sua prima apparizione sul grande schermo con il film “Hard Country”, nel 1983 comincia a diventare famosa grazie ad un servizio di Playboy che la ritrae senza vestiti e in pose sexy. Lo stesso anno ottiene la parte di Domino Petachi nel film “007- Mai dire mai” e viene richiesta anche dal regista Barry Levinson per due pellicole: “The man who loved women” (1983) e “Il migliore” (1984). Nel 1986 arriva il successo su scala internazionale grazie alle scene audaci e sensuali di “9 settimane e ½” di Adrian Lyne, che la consacrano in tutto il mondo come sex-symbol degli anni ottanta. Durante il successivo decennio partecipa a film commerciali di vario genere che ottengono un tiepido successo, tra queste pellicole ricordiamo “Nessuna pietà” (1986), “Nadine” (1987), “Ho sposato un’aliena” (1988), “Batman” (1989), “Una bionda tutta d’oro” (1992) e “The Getaway” (1994). Kim si è sposata nel 1993 con l’attore Alec Baldwin, con cui è rimasta legata fino al 2002. Nel 1997 grazie al ruolo di Lynn Bracken, una ragazza-squillo che ricorda le fattezze della diva del cinema anni ’40 Veronica Lake, interpretata nel film noir “L.A Confidential” di Curtis Hanson, riceve un Oscar come migliore attrice non protagonista. Torna sul set dopo pochi anni con “Sognando l’Africa” (2000) e “La mossa del diavolo” (2000). Due anni più tardi Hanson la richiama per recitare in un altro suo progetto: “8 Mile”, film drammatico che vede come protagonista il celebre rapper Eminem. Successivamente partecipa ad altri film “People I know” (2002) insieme ad Al Pacino, “Se ti investo mi sposi?” (2004), il thriller “Cellular” (2004) e “The Sentinel” (2006).