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Cinema - Artisti italiani

Totò nasce a Napoli il 15 febbraio 1898 nel popolare rione Sanità. Viene registrato come Antonio Clemente. La madre è Anna Clemente, giovane nubile che ha avuto una relazione con Giuseppe, figlio del marchese De Curtis, che sposerà nel 1921. I primi anno di Totò sono quelli di un ragazzo vivace che ha poca voglia di studiare. Dall’esperienza del collegio che frequenta non ricava la licenza ginnasiale bensì la deviazione del setto nasale, che gli procura involontariamente un precettore tirando di Boxe. Questo infortunio contribuisce a creare la maschera disarticolata che comincia ben presto a sfruttare recitando dapprima in riunioni familiari e poi in piccoli teatri dove recita su noti canovacci oppure imita, con lo pseudonimo di Clement, le macchiette di Gustavo De Marco. Allo scoppio della prima guerra mondiale, a diciassette anni, si arruola volontario ma non è un modello di soldato e quando sa che il suo battaglione è destinato in Francia, presso un distaccamento di marocchini, finge un attacco epilettico e si fa ricoverare. Nel 1918 alla fine della guerra riprende l’attività teatrale, dapprima a Napoli, quindi a Roma dove si trasferisce con i genitori. Gli inizi sono stentati finché non debutta al Teatro Jovinelli ottenendo un immediato successo cominciando ad affermarsi nel mondo del varieté italiano. Si esibisce nei principali caffè-concerto della penisola e infine torna a Napoli, scritturato dal Teatro Nuovo. Adesso si chiama De Curtis, avendolo il padre legalmente riconosciuto. A Napoli ha una tormentata relazione con una celebre chanteuse, Liliana Castagnola, che poi drammaticamente si uccide. Totò la fa seppellire nella cappella di famiglia. Nel 1931 continua a recitare intensamente nel teatro di rivista e nell’avanspettacolo riscuotendo enorme successo. Nel 1933, con l’aiuto del cugino Gaspare de Curtis, ritrova nel Castello de Curtis a Somma Vesuviana, vicino a Napoli, un’enorme quantità di documenti da cui risulta la sua discendenza bizantina. Seguirà, qualche anno più tardi, il riconoscimento di tutti i titoli nobiliari da parte del Tribunale di Napoli. Nello stesso anno nasce la figlia Liliana dall’unione con Diana Bandini Rogliani che sposerà nel 1935. Totò è ormai una delle vedettes del Teatro di Rivista. Nel 1937 debutta nel cinema con Fermo con le mani e continua quindi le tournée con la sua compagnia. Nel 1939 divorzia in Ungheria dalla moglie Diana con la quale continuerà, comunque, a vivere fino al 1950.

1940. L’Italia è in guerra e Totò continua la sua attività cinematografica con San Giovanni decollato alla cui sceneggiatura collabora Cesare Zavattini, e soprattutto quella teatrale. Gli spettacoli di quegli anni, di cui è autore Michele Galdieri, continuano a essere, nonostante la censura del regime, ironicamente ispirati all’attualità. L’incontrollabile satira di costume procura ad autori e attori - con Totò recitano Anna Magnani e Renato Castellani – non pochi problemi: la censura modifica vari copioni, come Volumineide il titolo della rivista Che si sono messi in testa? Chiaramente riferito ai tedeschi che occupavano Roma. Infine, Totò è addirittura costretto a fuggire per scampare a un ordine di cattura emesso nei confronti suoi e di Peppino e Eduardo De Filippo. 1946 dopo la liberazione Totò continua, fino al 1949, l’attività teatrale. E’ sempre più assorbito dal cinema e i suoi film sono spesso ai primi posti della classifica commerciale. Nel ’47 tre anni dopo il marito, muore la madre Anna Clemente de Curtis. Nello stesso anno Totò riceve la Maschera d’Argento cui fa seguito nel 1951 il Nastro d’Argento per l’interpretazione nel film Guardie e ladri di Steno e Mario Monicelli. Scrive anche diverse canzoni, fra le quali Malafemmena. Nel 152 si innamora di Franca Faldini cui resterà legato fino alla morte. Sono anni di intensa attività cinematografica e i film di Totò vengono spesso sconsigliati dal Centro Cattolico Cinematografico. Queste “attenzioni” ovviamente favoriscono il successo dei film. Dall’unione con la Faldini nasce un bambino che muore dopo poche ore vita. Questo doloroso avvenimento è in parte mitigato dalla presenza affettuosa dei nipoti, figli di Liliana. Nel 1956 torna al teatro con la rivista di Nelli e Mangini A prescindere. Gli impegni della tournée gli impediscono di curare adeguatamente una broncopolmonite virale che gli provoca una grave emorragia all’occhio destro, l’unico da cui vedesse dopo il distacco della rètina avvenuto per l’altro occhio vent’anni prima. Nel 1958 semicieco, riprende l’attività cinematografica adattando la sua recitazione alle nuove condizioni fisiche. Sottovalutato dalla critica, comincia a desiderare di prendere parte a qualche film di qualità e l’occasione gli si presenta con La mandragola di Alberto Lattuada (1965) e con Uccellaci e Uccellini di Pier Paolo Pasolini (1966). Per quest’ultimo film riceve un altro Nastro d’argento, un riconoscimento speciale al Festival di Cannes e il Globo d’Oro dei critici stranieri in Italia. Pubblica anche la raccolta di poesie ‘A livella che fa seguito alla biografia Siamo uomini o caporali? di alcuni anni prima.
1967. Interpreta per la televisione il programma Tutto Totò che riprende vari sketch della sua attività teatrale. Comincia a lavorare al film Padre di famiglia di Nanni Loy ma il 15 aprile si spegne per una grave crisi cardiaca. Da quel momento ha inizio un inarrestabile processo di rivalutazione da parte della critica. (da TuttoTotò di Ruggero Guarini)

 

Alberto Talegalli, straordinario attore comico e sceneggiatore degli anni ’50, è stato un po’ dimenticato dalle rievocazioni dell’epoca che spesso vediamo in televisione. Nacque a Spoleto il 2 ottobre 1913 e morì in un incidente stradale a Fossato di Vico il 17 luglio del 1961. Proveniva da una famiglia di artigiani, ma presto seguì la sua passione per il teatro. Era dotato di una voce bellissima che sapeva modulare con maestria nelle sue caratterizzazioni. Arrivò al successo all’inizio degli anni cinquanta, grazie alla trasmissione radiofonica “Rosso e Nero”, presentata da Corrado, nella quale interpretava il Sor Clemente, un campagnolo che, divenuto ricco, si trasferisce nell’elegante quartiere Parioli di Roma e viene così a contatto con il Bel Mondo. Clemente, che ha una moglie despota, cerca evasioni con l’aiuto di suo zio Angelino (zio ‘Ngilino) ma i suoi tentativi non hanno mai successo perché finisce sempre per cacciarsi in situazioni paradossali. Il suo umorismo bonario è reso ancora più vivace dall’accento spoletino e dalle trovate geniali che sapeva inventare.

Radio
Rosso e Nero 1951-1956
A.A.A. Affaronissimo rivista di Dino Verde, regia di Giulio Scarnicci 1957-1958
Alberto Talegalli Show 1958-1959 

Cinema
Cinque poveri in automobile, regia di Mario Mattòli (1952)
Ci troviamo in galleria, regia di Mauro Bolognini (1953)
Una di quelle, regia di Aldo Fabrizi (1953)
Siamo tutti inquilini, regia di Mario Mattòli (1953)
La domenica della buona gente, regia di Anton Giulio Majano (1953)
Café chantant, regia di Camillo Mastrocinque (1953) - anche sceneggiatore
Donne proibite, regia di Giuseppe Amato (1953)
Canzone d'amore, regia di Giorgio Simonelli (1953)
Due notti con Cleopatra, regia di Mario Mattoli (1953)
Le vacanze del Sor Clemente, regia di Camillo Mastrocinque (1954) - anche sceneggiatore
Cento serenate, regia di Anton Giulio Majano (1954)
Ridere! Ridere! Ridere!, regia di Edoardo Anton (1954)
Mai ti scorderò, regia di Giuseppe Guarino (1954)
Due sosia in allegria, regia di Ignazio Ferronetti (1956)
E' arrivata la parigina, regia di Camillo Mastrocinque (1957)
Mia nonna poliziotto, regia di Steno (1958)
Fantasmi e ladri , regia di Giorgio Simonelli (1958)
Sorrisi e canzoni, regia di Luigi Capuano (1958)
Uomini e nobiluomini, regia di Giorgio Bianchi (1959)
Spavaldi e innamorati, regia di Giuseppe Vari (1959)
La cento chilometri, regia di Giulio Petroni (1959)
Destinazione San Remo, regia di Domenico Paolella (1959)
Arriva la banda, regia di Tanio Boccia (1959)
Genitori in blue-jeans, regia di Camillo Mastrocinque (1960)
Appuntamento a Ischia, regia di Mario Mattoli (1960)
Chi si ferma è perduto, regia di Sergio Corbucci (1960)
Ferragosto in bikini, regia di Marino Girolami (1960)
Bellezze sulla spiaggia, regia di Romolo Guerrieri (1961)
A porte chiuse, regia di Dino Risi (1961)
Cacciatori di dote, regia di Mario Amendola (1961)
Che femmina... e che dollari!, regia di Giorgio Simonelli (1961)
Rocco e le sorelle, regia di Giorgio Simonelli (1961)

 

RivaMario Riva (Mariuccio Bonavolontà) brillante attore di rivista e di cinema, era figlio del compositore Giuseppe Bonavolontà, di origine napoletana. Formò una celebre coppia con l’attore Riccardi Billi.  Iniziò la carriera poco prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale esibendosi per le forse armate italiane. Aveva già debuttato in radio interpretando numerosi sceneggiati all’ EIAR. Nel 1942 fa parte del cast di una trasmissione radiofonica di successo intitolata “Il Terziglio” scritta da Federico Fellini, Marcello Marchesi, Dino Falconi, Edoardo Anton, in cui recita con giovani attori di talento come Giulietta Masina, Miranda Bonansea, Gemma Griarotti e Nunzio Filogamo. Negli anni cinquanta, con l’inseparabile Billi, lavora in famose riviste scritte da  Garinei e Giovannini dal cast sorprendente: Wanda Osiris, Gino Bramieri, Walter Chiari, Carlo Campanini, Totò e Peppino De Filippo. Negli anni ’50 conosce un’attrice, Diana Dei, che diventerà la sua compagna nella vita. Nel 1955 è protagonista del film “Scuola Elementare” regia di Alberto Lattuada. Nel 1957 presenta in televisione “Il Musichiere” di Garinei e Giovannini, la trasmissione più famosa degli anni cinquanta con “Lascia o raddoppia?”. Il successo è straordinario, Mario Riva è amato e apprezzato da tutto il pubblico italiano per il suo garbo, la sua simpatia e la sua grande umanità. Canta lui stesso la sigla, la famosa “Domenica è sempre Domenica” l’orchestra è diretta da Gorni Kramer, partecipano al programma i cantanti Nuccia Bongiovanni e Paolo Bacilieri, le prime vallette (denominate “cognatine”) sono le giovani attrici Lorella De Luca e Alessandra Panaro alle quali si avvicenderanno negli anni successivi prima Carla Gravina e Patrizia Della Rovere e poi Marilù Tolo e Brunella Tocci. Nel 1960 alla seconda edizione del Festival del Musichiere a Verona, Mario Riva decide di fare una sorpresa a tutti. Le Olimpiadi di Roma sono alle porte, vuole uscire in scena all’Arena, con una fiaccola olimpica accesa. Il fuori programma, però, ha un esito tragico. Non si avvede che dietro una quinta sul pavimento, un telone nasconde uno sbalzo profondo cinque metri. A seguito della caduta riporterà numerose fratture e morirà pochi giorni dopo, il primo settembre. E’ un vero e proprio lutto nazionale, se n’è andato per sempre il presentatore tanto vicino ai bambini e alle famiglie, il re del sabato sera, che ha scritto una pagina indimenticabile nella storia della televisione italiana.

Cinema
Due cuori sotto sequestro, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1941)
Il barone Carlo Mazza, regia di Guido Brignone (1948)
Totò al giro d'Italia, regia di Mario Mattoli (1948)
Vento d'Africa, regia di Anton Giulio Majano (1949)
Se fossi deputato, regia di Giorgio Simonelli (1949)
Yvonne la nuit, regia di Giuseppe Amato (1949)
Totò cerca casa, regia di Steno (1949)
I pompieri di Viggiù, regia di Mario Mattoli (1949)
Ho sognato il paradiso, regia di Giorgio Pastina (1949)
Adamo ed Eva, regia di Mario Mattoli (1950)
I cadetti di Guascogna, regia di Mario Mattoli (1950)
Domani è un altro giorno, regia di Léonide Moguy (1951)
Arrivano i nostri, regia di Mario Mattoli (1951)
Accidenti alle tasse!, regia di Mario Mattoli (1951)
Porca miseria!, regia di Giorgio Bianchi (1951)
Il padrone del vapore, regia di Mario Mattoli (1951)
Ha fatto 13!, regia di Carlo Manzoni (1951)
Anema e core, regia di Mario Mattoli (Mario Mattoli (1951)
Abracadabra, regia di Max Neufeld (1952)
Vendetta... sarda, regia di Mario Mattoli (1952)
Giovinezza, regia di Giorgio Pastina (1952)
Bellezze in moto-scooter, regia di Carlo Campogalliani (1952)
Altri tempi, regia di Alessandro Blasetti (1952)
Anni facili, regia di Luigi Zampa (1953)
Il paese dei campanelli, regia di Jean Boyer (1953)
Tripoli, bel suol d'amore, regia di Ferruccio Cerio (1954)
Rosso e nero, regia di Domenico Paolella (1954)
Siamo tutti milanesi, regia di Mario Landi (1954)
Accadde al commissariato, regia di Giorgio Simonelli (1954)
Ridere! Ridere! Ridere!, regia di Edoardo Anton (1954)
Scuola elementare, regia di Alberto Lattuada (1954)
La moglie è uguale per tutti, regia di Giorgio Simonelli (1955)
Il motivo in maschera, regia di Stefano Canzio (1955)
Il campanile d'oro, regia di Giorgio Simonelli (1955)
Bravissimo!, regia di Luigi Filippo D'Amico (1955)
Accadde al penitenziario, regia di Giorgio Bianchi (1955)
Racconti romani, regia di Gianni Franciolini (1955)
I giorni più belli, regia di Mario Mattoli (1956)
A sud niente di nuovo, regia di Giorgio Simonelli (1956)
Il ponte dell'universo, regia di Renato Cenni (1956)
Serenata per sedici bionde, regia di Marino Girolami (1957)
Arrivano i dollari!, regia di Marino Girolami (Mario Costa (1957)
Gente felice, regia di Mino Loy (1957)
Primo applauso, regia di Pino Mercanti (1957)
Domenica è sempre domenica, regia di Camillo Mastrocinque (1958)
É arrivata la parigina, regia di Camillo Mastrocinque (1958)
Totò, Peppino e le fanatiche, regia di Mario Mattoli (1958)
Gli zitelloni, regia di Giorgio Bianchi (1958)
Perfide... ma belle!, regia di Giorgio Simonelli (1958)
Mia nonna poliziotto, regia di Steno (1958)
Ladro lui, ladra lei, regia di Luigi Zampa (1958)
I prepotenti, regia di Mario Amendola (1958)
Il terribile Teodoro, regia di Roberto Bianchi Montero (1958)
Il raccomandato di ferro, regia di Marcello Baldi (1959)
Fantasmi e ladri, regia di Giorgio Simonelli (1959)
Policarpo, ufficiale di scrittura, regia di Mario Soldati (1959)
Sergente d'ispezione, regia di Roberto Savarese (1959)
Prepotenti più di prima, regia di Mario Mattoli (1959)
Il vigile, regia di Luigi Zampa (1960)

 

Walter Chiari (Walter Annichiarico) nasce a Verona, 8 marzo 1924 è stato un attore, e un conduttore televisivo di grande successo. I suoi genitori erano di origine pugliese, suo padre funzionario di polizia venne trasferito prima a Verona e poi a Milano, città nella quale Walter crebbe. Dopo aver tentato di fare parecchi mestieri nel 1946 ottiene la sua prima scrittura in teatro nello spettacolo “Se ti bacia Lola” con Maria Maresca. Inizia così una lunga serie di spettacoli di rivista che lo vedranno impegnato anche come autore. Nel 1946 esordisce nel cinema, nel film “Vanità” di Giorgio Pàstina, in cui interpreta una parte drammatica che gli fa vincere il Nastro d'argento". Nel 1951 lavora nel film di Luchino Visconti “Bellissima” con Anna Magnani. Nonostante riceva grandi elogi dalla critica, è attratto dal teatro leggero e continua la sua carriera sul palcoscenico. Nel 1956 ha una grande occasione: lavorare con Garinei e Giovannini nella commedia musicale “Buonanotte Bettina” a fianco di Delia Scala. Riscuote un grande successo e, sempre con la premiata ditta G&G, è protagonista ne “Il Gufo e la Gattina” 1958 “Un mandarino per Teo” 1960. Walter Chiari è sulle prime pagine di tutti i giornali per le storie d'amore con donne belle e famose: Lucia Bosè, Maria Gabriella di Savoia, Elsa Martinelli, Delia Scala, Mina. Walter, che parla benissimo inglese, nel 1957 gira a Cinecittà un film prodotto dagli americani “La capannina”. Lavora a fianco di Ava Gardner, appena separata da Frank Sinatra, con lei inizia una tumultuosa relazione che lo porterà sulle pagine della cronaca rosa su tutte le riviste del mondo. Grazie alla sua notorietà nel 1961 interpreta con grande successo a Broadway la commedia musicale “The Gay Life”. Finita la storia con Ava Gardner, negli anni ’60 Walter Chiari trova nella televisione il palcoscenico più idoneo alla sua personalità. In poco tempo diventa il comico italiano più famoso. Recita lunghi monologhi, in parte improvvisati, estremamente divertenti o in coppia con Carlo Campanini, la sua spalla preferita, nell’imitazione dei famosi fratelli De Rege. Molti sketch passano alla storia, come “Il Sarchiapone” o “Il Sommergibile” monologo nel quale un uomo adulto nella vasca da bagno sogna di interpretare un film di guerra americano. La pregevole dialettica, la sua voce particolare un po’ velata, il suo fisico elegante ma estremamente mobile e portato alla caricatura hanno fatto di lui un artista unico nel suo genere. Nel 1968 conduce in televisione una delle più fortunate edizioni di Canzonissima, in trio con Mina e Paolo Panelli. L’anno seguente sposa l’attrice Alida Chelli, dal loro matrimonio nascerà un figlio, Simone.  Il 20 maggio del 1970 Walter Chiari viene arrestato a Roma con l’accusa di consumo e spaccio di cocaina. Ne segue uno scandalo in cui verrà coinvolto anche l’amico Lelio Luttazzi, successivamente prosciolto, che lo porterà per molti anni lontano dalla Rai e dalle scene. Nel 1974 l’Assessore alla Cultura di Milano Paolo Pillitteri, gli chiede di partecipare ad una serata nell'ambito degli spettacoli di “Vacanze a Milano”. Ottiene un successo straordinario e ricomincia a risalire la china del successo. Nel 1978 è protagonista nella prima parte dello spettacolo che segna l'attesissimo ritorno sulle scene di Mina al teatro-tenda Bussoladomani di Viareggio. Interpreta la commedia “ Hai mai provato nell'acqua calda?” con Ivana Monti. Nel 1982, sempre con Ivana Monti è regista e interprete de "Il gufo e la gattina.  Nel 1979 il ritorno in RAI. Con Augusto Martelli  conduce “Una valigia tutta blu” e con Ornella Vanoni partecipa allo spettacolo musicale "L'appuntamento". Il 7 dicembre, riceve dal sindaco di Milano, Carlo Tognoli, la benemerenza civica della città. Torna al teatro interpretando nel 1986 “Gli amici” di Arnold Wesker e con Renato Rascel “Finale di partita” di Samuel Beckett. Gira per la Rai sette puntate dedicate ai ricordi della sua vita, una trasmissione meravigliosa in cui viene fuori tutta la sua grande umanità e il suo immenso talento. Nel 1987 Ugo Gregoretti, direttore del Teatro Stabile di Torino lo chiama per interpretare "Il critico" di Richard Sheridan e tra il 1988 ed il 1989 “Six heures au plus tard” di Marc Terrier, Nel 1990 riprende “Il gufo e la gattina” con Lory Del Santo. Nel 1990 interpreta il suo ultimo film, “Tracce di vita amorosa” di Peter Del Monte. Il 20 dicembre del 1991 Walter Chiari viene colpito da un infarto mentre è solo nel recidence dove abita. Se ne va una stella che ha illuminato i palcoscenici di tutto il mondo per tanti anni, ma come tutti i grandi personaggi continua a vivere nei nostri cuori e nelle trasmissioni televisive che giustamente continuano a celebrarlo. Sulla sua tomba ha voluto che venisse scritto: Amici non piangete, è soltanto sonno arretrato.

Cinema
Vanità, regia di Giorgio Pàstina (1946)
Totò al Giro d'Italia, regia di Mario Mattòli (1948)
Che tempi!, regia di Giorgio Bianchi (1948)
Quel fantasma di mio marito, regia di Camillo Mastrocinque (1950)
L'inafferrabile 12, regia di Mario Mattòli (1950)
I cadetti di Guascogna, regia di Mario Mattòli (1950)
Vendetta... sarda, regia di Mario Mattòli (1951)
Il padrone del vapore, regia di Mario Mattòli (1951)
O.K. Nerone, regia di Mario Soldati (1951)
È l'amor che mi rovina, regia di Mario Soldati (1951)
Arrivano i nostri, regia di Mario Mattòli (1951)
Abbiamo vinto!, regia di Robert Stemmle (1951)
Era lui... sì! sì!, regia di Metz e Marchesi (1951)
Bellissima, regia di Luchino Visconti (1951)
Oggi sposi, regia di Metz e Marchesi (1952)
Noi due soli, regia di Marino Girolami (1952)
Lo sai che i papaveri, regia di Metz e Marchesi (1952)
Era lei che lo voleva, regia di Marino Girolami e Giorgio Simonelli (1953)
Cinque poveri in automobile, regia di Mario Mattòli (1952)
Il sogno di Zorro, regia di Mario Soldati (1952)
L'ora della verità, regia di Jean Delannoy (1952)
Viva la rivista!, regia di Enzo Trapani (1953)
Gli uomini, che mascalzoni!, regia di Glauco Pellegrini (1953)
Siamo tutti Milanesi, regia di Mario Landi (1953)
Cinema d'altri tempi, regia di Steno (1954)
Questa è la vita - episodio "Marsina stretta", regia di Aldo Fabrizi (1954)
Gran varietà, regia di Domenico Paolella (1954)
Un giorno in pretura, regia di Steno (1954)
Avanzi di galera, regia di Vittorio Cottafavi (1954)
Accadde al commissariato, regia di Giorgio Simonelli (1954)
Rosso e nero, regia di Domenico Paolella (1955)
Io piaccio, regia di Giorgio Bianchi (1955)
Vacanze d'amore, regia di Jean-Paul Le Chanois (1955)
Nanà, regia di Christian-Jaque (1954)
Io sono un sentimentale, regia di John Berry (1955)
Accadde al penitenziario, regia di Giorgio Bianchi (1955)
Moglie e buoi, regia di Leonardo De Mitri (1956)
Donatella, regia di Mario Monicelli (1956)
Mio zio Giacinto, regia di Ladislao Vajda (1956)
La capannina, regia di Mark Robson (1957)
Buongiorno tristezza!, regia di Otto Preminger (1958)
Festa di maggio, regia di Luis Saslavsky (1958)
Amore a priva vista, regia di Franco Rossi (1958)
Gli zitelloni, regia di Giorgio Bianchi (1958)
La ragazza di piazza San Pietro, regia di Piero Costa (1958)
L'amico del giaguaro, regia di Giuseppe Bennati (1958)
Le sorprese dell'amore, regia di Luigi Comencini (1959)
Parque de Madrid, regia di Enrique Cahen Salaberry (1959)
Un mandarino per Teo, regia di Mario Mattòli (1960)
Caccia al marito, regia di Marino Girolami (1960)
Femmine di lusso, regia di Giorgio Bianchi (1960)
Un dollaro di fifa, regia di Giorgio Simonelli (1960)
I baccanali di Tiberio, regia di Giorgio Simonelli (1960)
Vacanze in Argentina, regia di Guido Leoni (1960)
Walter e i suoi cugini, regia di Marino Girolami (1961)
La ragazza sotto il lenzuolo, regia di Marino Girolami (1961)
Mariti a congresso, regia di Luigi Filippo D'Amico (1961)
I magnifici tre, regia di Giorgio Simonelli (1961)
Lui, lei e il nonno, regia di Anton Giulio Majano (1961)
Ferragosto in bikini, regia di Marino Girolami (1961)
Bellezze sulla spiaggia, regia di Romolo Girolami (1961)
La moglie di mio marito, regia di Tony Roman (1961)
Il giorno più corto, regia di Sergio Corbucci (1962)
L'attico, regia di Gianni Puccini (1962)
I motorizzati, regia di Camillo Mastrocinque (1962)
Copacabana Palace, regia di Steno (1963)
Due contro tutti, regia di Antonio Momplet (1962)
Gli italiani e le donne, regia di Marino Girolami (1962)
Gli onorevoli, regia di Sergio Corbucci (1963)
Il giovedì, regia di Dino Risi (1963)
La donna degli altri è sempre più bella, regia di Marino Girolami (1963)
La rimpatriata, regia di Damiano Damiani (1963)
Obiettivo ragazze, regia di Mario Mattòli (1963)
Gli imbroglioni, regia di Lucio Fulci (1963)
Follie d'estate, regia di Carlo Infascelli ed Edoardo Anton (1963)
Risate all'italiana, registi vari (1964)
Le tardone, regia di Marino Girolami (1964)
I maniaci, regia di Lucio Fulci (1964)
Se permettete parliamo di donne, regia di Ettore Scola (1964)
I gemelli del Texas, regia di Steno (1964)
Le motorizzate, regia di Marino Girolami (1964)
Thrilling - episodio "Sadik", regia di Gian Luigi Polidoro (1965)
Amore all'italiana, regia di Steno (1966)
Här kommer bärsärkarna, regia di Arne Mattsson (1965)
Colpo grosso ma non troppo, regia di Gérard Oury (1965)
Gli eroi del West, regia di Steno (1965)
Made in Italy, regia di Nanni Loy (1965)
Falstaff, regia di Orson Welles (1965)
Veneri al sole, regia di Marino Girolami (1965)
Ischia operazione amore, regia di Marino Girolami (1966)
Io, io, io... e gli altri, regia di Alessandro Blasetti (1966)
They're A Weird Mob, regia di Michael Powell (1966)
La più bella coppia del mondo, regia di Camillo Mastrocinque (1968)
Capriccio all'italiana - episodio "La gelosia", regia di Mauro Bolognini (1968)
Quei temerari sulle loro pazze, scatenate, scalcinate carriole, di Ken Annakin (‘69)
Squeeze a Flower, regia di Marc Daniels (1970)
Joe Valachi... I segreti di Cosa Nostra, regia di Terence Young (1972)
Amore mio, non farmi male, regia di Vittorio Sindoni (1974)
Due prostitute a Pigalle, regia di László Szabó (1975)
Son tornate a fiorire le rose, regia di Vittorio Sindoni (1975)
La banca di Monate, regia di Francesco Massaro (1975)
Per amore di Cesarina, regia di Vittorio Sindoni (1976)
Passi furtivi in una notte boia, regia di Vincenzo Rigo (1976)
Come ti rapisco il pupo, regia di Lucio De Caro (1976)
Ride bene... chi ride ultimo - episodio "Prete per forza", regia di Walter Chiari (1977)
La bidonata, regia di Luciano Ercoli (1977)
Tanto va la gatta al lardo..., regia di Marco Aleandri (1978)
Ridendo e scherzando, regia di Marco Aleandri (1978)
Belli e brutti ridono tutti, regia di Domenico Paolella (1979)
Tre sotto il lenzuolo, ep. "No, non è per gelosia", regia di Paolo Dominici (1979)
Romance, regia di Massimo Mazzucco (1986)
Kafka la colonia penale, regia di Giuliano Betti (1988)
Tracce di vita amorosa, regia di Peter Del Monte (1990)
Capitan Cosmo, regia di Carlo Carlei (1991)